Introduzione


I Gradi Di Liberta' di una moto

Schematicamente, una moto puo' essere rappresentata mediante delle macro sezioni:

  • retrotreno, che comprende il telaio, la sella, il serbatorio e il gruppo cambio-motore;
  • avantreno, che comprende la forcella, il cannotto di sterzo e il manubrio;
  • ruota anteriore;
  • ruota posteriore.

Queste sezioni sono vincolate tra loro da due binomi: ruota-terreno e sterzo-assi ruote. Ciascuno di questi binomi o anche coppie rotoidali, inibisce 5 gradi di liberta' della moto nello spazio, mentre la coppia ruota-terreno, inibisce 3 gradi di liberta'.

Cio' vuol dire che ogni macro sezione ha 4 gradi di liberta'. 4x6=24 g.d.l.

La coppia ruota-terreno anteriore e posteriore, hanno 3 gradi di liberta' ciascuna, per cui si ha: 24-6=18.

A questi gradi di liberta', bisogna sottrarre i 15 relativi alle coppie rotoidali (sterzo, asse ruota anteriore, asse ruota posteriore), ottenendo: 18-15=3.

I tre gradi di liberta' del motociclo si possono associare ai tre moti principali:

  • avanzamento del veicolo;
  • rollio interno all'asse congiungente i punti di contatto delle ruote al terreno: la possibilita' di piega;
  • la rotazione dello sterzo.

In considerazione del fatto che i pneumatici a contatto col suolo non rotolano solo, ma in frenata o in accelerazione tendono a strisciare, otterremo che sono da aggiungere altri 4 g. d. l. ai precedenti:

  • lo slittamento della ruota posteriore in frenata o in accelerazione;
  • lo slittamento della ruota anteriore in frenata o in accelerazione;
  • slittamento laterale della ruota anteriore;
  • slittamento laterale della ruota posteriore.

Lo stile di guida di un pilota, e' il modo in cui vengono 'gestiti' questi gradi di liberta'.


Bibliografia di riferimento: Autore Casa editrice
  • Cinematica e dinamica della motocicletta
  • Vittore Cossalter

 

Ultimo aggiornamento/Last update 23-01-2001