Effetti giroscopici
| Definizione di Effetto Giroscopico. Quando ad un corpo in rotazione intorno ad un asse (rotazione B), viene impressa un'altra rotazione intorno ad un'altro asse perpendicolare al primo (rotazione C), si genera un momento intorno ad un terzo asse (rotazione A), perpendicolare ai primi due, denominato Effetto Giroscopico.
Gli effetti giroscopici sulla moto.
Sterzata: La ruota anteriore gira intorno al suo asse. Nella figura la rotazione B. Se si effettua una rotazione dello sterzo, per esempio verso sinistra (nella figura la rotazione A), si genera un momento giroscopico perpendicolare, sia all'asse di rotazione intorno alla quale gira la ruota, sia all'asse di rotazione intorno al quale gira lo sterzo. L'asse cioe' e' parallelo alla traiettoria della moto. In questo caso, il momento giroscopico "spingera'" a destra (nella figura la rotazione C).
E' per questo motivo che per curvare in una direzione, e' possibile effettuare una rotazione dello sterzo rapida, nella direzione opposta. La tecnica puo' essere utilizzata anche durante la percorrenza della curva, spingendo il semimanubrio interno alla curva in avanti (oppure tirando il semimanubrio esterno alla curva, all'indietro). Una rappresentazione matematica potrebbe essere la seguente: M=I x Vr x Vs dove: M e' il momento giroscopico; I e' il momento di inerzia della ruota intorno al proprio asse di rotazione; Vr e' la velocita' di rotazione della ruota attorno all'asse di rotazione; Vs e' la velocita' di rotazione dello sterzo attorno al cannotto. Come si puo' facilmente vedere, all'aumentare della velocita' o all'aumentare della velocita' di rotazione dello sterzo, il momento tende a crescere. Io utilizzo questa tecnica soprattutto quando sono costretto a limitare i movimenti del corpo a causa del passeggero. La preferisco in maniera particolare nei curvoni veloci e non troppo lunghi. In curva inceve, l'utilizzo di questa tecnica dipende da quanto 'esco' dal sellino. Se porto il corpo molto fuori e in avanti, normalmente riesco a chiudere senza ricorrere alla pressione sui semimanubri. Rollio: Questo effetto giroscopico e' stabilizzante nel senso che tende a far raddrizzare la moto. Si verifica quando si inclina la moto e lo sterzo e' bloccato. Infatti si ripete il concetto di momento giroscopico, applicato alla rotazione della moto intorno all'asse parallelo alla direzione di marcia (nella figura la rotazione A). Una rotazione dei pneumatici intorno al loro asse (nella figura le rotazioni B), per cui i due assi risultano perpendicolari tra loro. Il terzo asse e' perpendicolare ai primi due e tende a raddrizzare la moto (nella figura la rotazione C).
Imbardata: Anche questo effetto giroscopico e' stabilizzante. I tre assi intorno ai quali si verificano le rotazioni, sono: l'asse intorno al quale la moto ruota per effettuare la curva, che e' perpendicolare al suolo (nella figura la rotazione C). L'asse intorno al quale ruotano le ruote (nella figura le rotazioni B). Ne segue un momento che tende a raddizzare la moto e che ha l'asse di rotazione, parallelo alla direzione di marcia (nella figura la rotazione A).
Da notare che lo sterzo in questo tipo di momento giroscopico, segue la traiettoria della curva e non e' bloccato come nel caso precedente. Il motore: L'ultimo effetto giroscopico e' quello generato dalle parti in movimento del motore ed e' un momento stabilizzante. Come esempio a questo tipo di momento, si puo' provare a percorrere una discesa, in folle e sensa accelerare. La sensazione sara' di instabilita'. Continuando a percorrere la discesa, questa volta accelerando (sempre a folle), si notera' un momento che tendera' a dare una sensazione stabilizzante alla moto. |
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